La finanza etica è un modo di fare finanza attento agli aspetti etici e sociali, che ha l’obiettivo di porre in essere operazioni rispettose dell'uomo e finalizzate ad evitare la creazione di situazioni che possono provocare danno alla collettività.
Uno degli scopi fondamentali della Finanza così intesa è quello di interrogarsi su un uso responsabile del denaro, che deve essere inteso come mezzo per il raggiungimento della autopromozione e non come fine assoluto permettendo l'accesso al credito anche a chi non possiede le giuste garanzie economiche.
Per realizzare questi obiettivi si sono sviluppati molti strumenti.
La nascita di “banche etiche” (in Italia per ora solo Banca Etica), che offrono tutti i servizi tradizionali di una banca (conto corrente, fondi di investimento, ecc.) seguendo i criteri di un uso responsabile del denaro. I fondi raccolti da queste banche sono prevalentemente impiegati a sostegno di quattro settori: cooperazione sociale, cooperazione internazionale, ambiente, cultura e società civile.
La comparsa di cooperative finanziarie (MAG) in cui i soci investono i propri risparmi scegliendo le realtà da finanziare. Queste sono soprattutto "società tra persone", dove lo scambio di denaro avviene tra soci, nel rispetto della legislazione vigente. Sostengono iniziative che impattano sul territorio in settori comuni agli stessi soci che vi aderiscono: pace, disarmo, ecologia, risparmio energetico, tecnologie appropriate, controinformazione, educazione allo sviluppo, emarginazione, immigrazione, solidarietà sociale, educazione giovanile, commercio equo e solidale. In Veneto esistono due realtà che operano in questo senso: MAG Verona e MAG Venezia.
Lo sviluppo di Venture Capital, ovvero di partecipazione al capitale di rischio , senza interventi nella gestione, come strumento per il finanziamento delle iniziative non profit Tuttavia nel campo della finanza etica il Microcredito è attualmente il principale strumento per il finanziamento di iniziative imprenditoriali destinato a soggetti che si trovano in situazioni di particolare disagio e che trovano difficoltà nel reperire risorse attraverso i canali ordinari di approvvigionamento.
Microcredito
Il Microcredito può essere definito come la concessione di micro finanziamenti tesi alla realizzazione di progetti imprenditoriali (ma non solo) a soggetti esclusi dal sistema di credito istituzionale. Il Microcredito nasce in Bangladesh, intorno alla fine degli anni ’70 dall’idea del prof. Muhammad Yunus che crede nel credito come diritto umano e come necessaria condizione per lo sviluppo di un sistema più giusto. Ben presto questo strumento trova applicazione in vari paesi in via di sviluppo quali Asia, Africa, America Latina.
Il microcredito in Italia è inteso come un “credito solidale” (dall’esperienza di Grameen Bank) dove, alla base della concessione del microcredito esiste la necessità di conoscere bene il beneficiario del finanziamento, di istaurare con lo stesso una relazione molto forte, non solo fra ente erogatore e finanziato, ma facendo partecipare attivamente alla rete di relazione e al progetto stesso di microcredito un terzo soggetto, o più soggetti, che rappresentino la comunità entro la quale il finanziato vive e lavora.
Il microcredito è uno strumento di sviluppo locale, ovvero centrato sui fabbisogni della comunità locale, che prevede la concessione di prestiti ai soggetti che hanno difficoltà ad accedere al finanziamento tradizionale delle banche.
L’obiettivo principale di questo strumento finanziario è, dunque, quello di superare i limiti all’erogazione di servizi finanziari tradizionali in considerazione delle condizioni di povertà in cui vivono ampie fasce della popolazione dei paesi in via di sviluppo.
Le caratteristiche che contraddistinguono il microcredito sono:
- ENTITA’ DEL FINANZIAMENTO: si va da un minimo di 2.000 Euro fino a prestiti per importi pari a 20.000 Euro. L’importo del prestito varia a seconda del tipo di imprese finanziate o a seconda del tipo di disagio sociale ed economico a cui il progetto fa riferimento.
- SOGETTI NON BANCABILI:una caratteristica peculiare del microcredito è quella di rivolgersi ai soggetti cosiddetti “non bancabili”, cioè quella fetta di popolazione caratterizzata da una più precaria solidità da un punto di vista economico e sociale e per questo con notevoli difficoltà di accesso al credito bancario tradizionale.
- TASSO DI INTERESSE APPLICATO: il tasso di interesse nominale è un dato piuttosto variabile a seconda del progetto considerato; generalmente il tasso è agganciato all’euribor. Inoltre va sottolineato che il tasso nominale coincide con il tasso ISC, e pertanto non sono previste spese di erogazione e di gestione del prestito.
- GARANZIE RICHIESTE: il microcredito non è agganciato a nessuna garanzia patrimoniale ma viene utilizzato un fondo di garanzia per la tutela del finanziatore da eventuali perdite. Di solito il fondo di garanzia è messo a disposizione da uno dei partner del progetto di microcredito, in genere non profit o ente pubblico e diverso dal soggetto che eroga il capitale.
- DURATA DEL PRESTITO: tra i 3 e i 5 anni con rate mensili di rimborso che hanno tempi e modalità diverse a seconda del territorio in cui si è utilizzato lo strumento di microcredito.

















