Con il termine anglosassone di Venture Capital e Private Equity viene individuata l’attività di investimento istituzionale in capitale di rischio.
Per “investimento istituzionale in capitale di rischio” si intende la partecipazione al capitale sociale mediante apporto di risorse da parte di operatori specializzati o la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili in azioni, per periodi di tempo medio–lunghi, in aziende dotate di un valido progetto imprenditoriale. Tuttavia l’investitore istituzionale (Venture Capitalist), non apporta solo mezzi finanziari, ma offre anche esperienze professionali, competenze tecniche e manageriali, nonchè una rete di contatti nazionali ed internazionali con altri investitori e istituzioni finanziarie.
Il termine Venture Capital si riferisce in genere al finanziamento dell’avvio di nuove attività imprenditoriali, mentre il termine Private Equity si riferisce a quelle operazioni di investimento realizzate durante il ciclo di vita dell’azienda, e quindi successivamente alla fase di start up.
In entrambi i casi l’investitore istituzionale, mira a realizzare nel medio-lungo periodo guadagni in conto capitale (capital gain) attraverso la cessione della partecipazione acquisita dopo un certo lasso di tempo, incassando l’incremento di valore della stessa. Ovviamente ciò implica che l’investitore istituzionale prima di concedere il finanziamento valuti attentamente il progetto, privilegiando quindi, imprese con prospettive di crescita sia dimensionali che reddituali, che commercializzino prodotti/servizi di successo di scarsa imitabilità e bassa sostituibilità, dotate di un buon management e guidate da persone valide, e determinate nella realizzazione dello stesso progetto.
L’impresa grazie all’intervento dell’investitore istituzionale potrà beneficiare di una più rapida crescita del suo progetto in termini di capacità contrattuale, miglioramento dell’immagine nei confronti di banche e mercati finanziari e attrazione di management qualificato.
La partecipazione al capitale di rischio da parte di investitori istituzionali rende necessario uno stretto rapporto di collaborazione tra imprenditore e investitore istituzionale, i quali condividono il rischio d’impresa. Infatti l’investitore istituzionale non chiede garanzie reali all’imprenditore, ma si accolla con quest’ultimo parte del rischio di impresa.
Esistono diverse tipologie di Venture Capitalist con forme giuridiche e organizzative differenti e con diversa specializzazione settoriale pertanto l’imprenditore che voglia rivolgersi a tale supporto finanziario deve informarsi preventivamente sulle caratteristiche e sulle preferenze in tema di investimento di ciascun operatore in modo da indirizzare la proposta progettuale (esposta in un business plan) ad un soggetto effettivamente interessato ed aumentare le probabilità di riuscita della trattativa.
Generalmente gli investitori scelgono le aree di intervento sulla base del settore industriale, area geografica, tipologia di operazione, dimensione dell’investimento e acquisizione di quote di maggioranza o minoranza.
In Italia la maggior parte degli investitori in capitale di rischio aderiscono all’A.I.F.I. (Associazione Italiana degli Investitori Istituzionali nel capitale di rischio).
A livello europeo l’associazione più rappresentativa degli operatori di venture capital è EVCA (European Private Equity & Venture Capital Association).